Sicurezza

L’opzione droni videosorveglianti

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Un pilota, un operatore di sicurezza, i droni. La videosorveglianza si arricchisce delle potenzialità dei velivoli dotati di telecamere, magari anche termiche e infrarosso, e segnali GPS per voli in modalità automatica secondo una precedente programmazione.

Il drone, soprattutto in prodotti di fascia alta, è in grado di inviare le immagini in diretta sullo smartphone del proprietario mentre, in contemporanea e in collaborazione con una serie di sensori, può valutare se ci sono state intrusioni nel perimetro controllato e quale grado di pericolosità affidare loro.
Cari saluti agli allarmi falsati dall’animale domestico, per esempio, e benvenuta intelligenza artificiale che possa decidere se inviare e meno una notifica al proprietario di casa o all’addetto alla videosorveglianza.

Libertà vigilata

A dire la verità, i mezzi aerei a pilotaggio remoto (APR nella definizione del Regolamento Enac) scontano una mancanza di legittimazione d’uso che, al momento, potrebbe essere superata per il loro ruolo ausiliare nel raggiungimento degli obiettivi “2020” del Protocollo di Kyoto. Perché? Essi sono quasi insostituibili nell’uso intelligente di risorse e nella sicurezza.
Il caso pratico è quanto è avvenuto ad Amatrice durante l’emergenza del terremoto: precursori dei soccorsi, capaci di monitorare la situazione, i droni hanno funzionato come raccordo nelle operazioni di sicurezza e ausiliari degli organi di vigilanza e di polizia.

Il punto nodale è l’autonomia “decisionale” che può essere attribuita loro in ottica di progressione tecnologica che abbandona la guida umana per attivare software interni capaci di riconoscere e agire di conseguenza in determinate circostanze, come potrebbe essere il caso di assembramenti.

Quale equilibrio tra sicurezza e privacy?

Nel frattempo le ultime modifiche al Regolamento Droni dell’Enac ha ristretto il campo d’applicazione dei droni con specifiche nei limiti di altezza massima e distanza dal pilota per gli usi professionali (motivandolo con la possibile interferenza con i buffer di protezione) e definito inoffensivi solo i velivoli sotto i 300 grammi.

Sorveglianza avanzata

L’uso di questa speciale categoria di oggetti destinati al volo a pilotaggio remoto denominati comunemente droni pone specifici interrogativi sulla sicurezza del volo (safety), sull’uso in azioni criminogene (security) e sull’impatto in materia di trattamento e conservazione dei dati raccolti (privacy).

Sotto il profilo giuridico, per esempio, questi sistemi complessi di ripresa e verifica remota utilizzati per la security sono assimilati agli aeromodelli: superata la divisione tra droni “ludici” e SAPR utilizzati a scopi professionali, il nuovo regolamento Enac chiamerà aeromodelli e droni allo stesso modo (Unmanned Aircraft – UA) dal 2018.

Con evidenza questi sistemi saranno sempre più invasivi nell’impatto sulla privacy personale in funzione dell’aumento delle performance. Tecnologie video altamente performanti, seppur utilizzate in sistemi di security privata, hanno un impatto pubblico perché effettuate sorvolando e filmando edifici, uffici, luoghi pubblici e privati anche all’insaputa delle persone interessate.

Anche per questo il regolamento di settore Enac prevede che, nel caso in cui le operazioni svolte attraverso un sistema drone comportino un trattamento di dati personali, «questa circostanza deve essere menzionata nella documentazione sottoposta ai fini del rilascio della pertinente autorizzazione» (articolo 34).

Fisica e tecnologia

I droni restano strumenti utilissimi per la gestione della videosorveglianza. Invasivi, persistenti, performanti grazie a una sensoristica “spinta” montata su macchine piccole, di basso peso, occultabili e agili.
Sono inoltre dotati di funzione FPV (first person view): microfoni, sensori full HD, jammers, intercettazioni wireless garantiscono la visione e l’ascolto in tempo reale di immagini e suoni ripresi durante il volo, oltre che il recupero delle informazioni a posteriori.

La semplicità d’utilizzo e la versatilità sono i due principali vantaggi dell’utilizzo di questi strumenti: con un basso costo d’impiego, un solo drone garantisce un sistema di sorveglianza continuo su diversi chilometri, che riferisce automaticamente all’operatore a terra.

multirotori professionali possono volare per oltre 60 minuti e, attraverso telecamere HD, trasmettono a terra con segnale criptato da visualizzare con monitor wireless da remoto in vista di eventuali azioni di sicurezza. Il rientro alla base prima dell’esaurimento della batteria, è automatico: un APR lo sostituirà fino alla conclusione del turno di sorveglianza.

I droni per la videosorveglianza possono anche essere noleggiati, con costi sufficientemente ridotti.

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