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Riconoscimento facciale per la spesa smile & pay

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La più grande competizione sul riconoscimento facciale per intelligenze artificiali quest’anno ha incoronato Ntech e Yitu Tech nelle due categorie in cui si divide il premio.
Il vincitore della prima categoria è stato FindFace, programma dell’azienda Ntech, capace di trovare correttamente la corrispondenza tra un volto conosciuto e un’immagine nel 99,9% delle volte.

Il primo posto nella categoria di ricerca del viso all’interno di un database popolato anche con milioni di immagini, invece, è stata la startup di Shangai Yitu Tech, il cui software è riuscito a individuare il bersaglio nell’80% dei test.

La gara che elegge il miglior servizio per il riconoscimento facciale per intelligenze artificiali è stata voluta dalla Intelligence Advanced Research Projects Activity (Iarpa) e dallo Us National Institute of Standards and Technology (Nist) per diffondere la percezione delle attuali potenzialità della tecnologia. Tecnologia che sfrutta il deep learning per imitare le reti neurali e interpretare caratteristiche diverse della stessa immagine.

Se si pensa che già a fine 2016 uno studio americano su «The Center on Privacy & Technology» condotto dalla Georgetown University stimava che le fotografie di un americano su due fossero state sottoposte a questa metodologia di riconoscimento, fino a che punto si spingeranno gli algoritmi utilizzati?

A prova di viso

L’industria del riconoscimento facciale è spinta anche dalle richieste di sicurezza degli Stati, soprattutto in tempi di contrasto al terrorismo. E questa tecnologia può essere utile per gestire gli ingressi in edifici che presentano particolari esigenze di sicurezza.
Casinò e aziende della grande distribuzione si sono già attrezzati per utilizzarli nell’identificazione di bari, truffatori e taccheggiatori.

Si tratta di strumenti a doppio taglio, soprattutto in ambito privacy e che necessiteranno di una corretta regolamentazione. Basti pensare che la russa FindFace ha già adottato sulle propria piattaforma di appuntamenti un sistema che sfrutta il riconoscimento facciale per abbinare foto scattate a sconosciuti per strada con i volti dei profili di iscritti a Vkontakte, una sorta di Facebook russo.

Ma non è solo la sicurezza a dare il “la” allo sviluppo. Il caso di scuola è quanto sviluppato da NEC in collaborazione con la californiana Face First: un sistema analizza le espressioni facciali dei clienti all’interno dei negozi per sfruttarle con il marketing comportamentale. In questo modo, è possibile calibrare le offerte sulla base delle reazioni avute all’interno del negozio a confronto con le precedenti promozioni e, addirittura, analizzare se e come il layout del punto vendita e il posizionamento dei prodotti sugli scaffali ha influenza sul comportamento in acquisto e, di riflesso, sul fatturato.

Il conto in faccia

Alibaba ha già rivoluzionato il proprio modello di pagamento nel mercato cinese al seguito di un accordo con la catena di fast-food KFC. Il conto si paga mettendo il proprio volto davanti a una videocamera abilitata al riconoscimento facciale dell’acquirente, purché egli sia registrato all’app Alipay, la piattaforma per i pagamenti online e mobile di Alibaba.

Sempre KFC a Pechino sta sperimentando con Baidu – il Google cinese – un software di riconoscimento facciale che anticipi i gusti del cliente: il computer memorizza l’ultimo pasto e suggerisce menù similari.

Amazon non sta a guardare: il piano Amazon Go promette di far risparmiare tempo all’acquirente facendolo uscire dal negozio addebitando in automatico il dovuto sulla carta di credito grazie al riconoscimento facciale. Per ora la proposta riguarda i nuovi acquisiti supermercati Whole Foods di Seattle; poi il progetto dovrebbe espandersi a livello globale.

C’è poi Yoti. È una start-up che ha creato un sistema di riconoscimento facciale caratterizzato per velocità e precisione e che ha stretto un accordo con NCR, la più grande produttrice di casse automatiche al mondo. Qualche settimana fa, il Teleghaph ha annunciato che Yoti debutterà per la prima volta in due supermercati dei più grandi supermercati UK, senza svelarne il nome, e che un selfie, un documento scansionato e una registrazione all’app saranno sufficienti per dimenticarsi il portafoglio a casa. Staremo a vedere!

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