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Sindrome da occhio secco, colpa dei pc ma in pochi lo sanno

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Una persona su due non sa da cosa dipende la sindrome da occhio secco. Appare sempre più evidente che sono davvero in pochi a correlare i problemi alla vista più comuni, con sintomi quali ad esempio il bruciore degli occhi, all’uso smodato e quotidiano di pc, tablet e smartphone. E quando lo si fa, come nell’80 per cento dei casi presi in esame, si fa poco o niente per ridurre i rischi e dunque correre ai ripari.

A dirlo è il sondaggio realizzato da Edra1 per Novartis, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Vista: un dato accertato e che ha portato alle prime e uniche linee di indirizzo italiane per la gestione della sindrome dell’occhio secco, elaborate da un board multidisciplinare di esperti contattati dalla casa farmaceutica. Il dato rivela che, negli ultimi 12 mesi, quasi 7 individui su 10 hanno sofferto di disturbi oculari riconducibili all’occhio secco. Un ulteriore campanello d’allarme dopo il monito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha indicato i bambini, veri nativi digitali, quali soggetti più a rischio di questa sindrome, poiché circa l’80% di quelli fra i 3 e i 5 anni è in grado di usare il telefonino di mamma e papà, l’11% a 10-11 anni ha uno smartphone e il 4% un tablet.

Sindrome occhio secco, i soggetti a rischio

Impiegati che lavorano in ufficio, liberi professionisti, ma anche teenagers che trascorrono le loro giornate sui social network, appassionati di videogame e bambini: insomma, intere macrocategorie possono finire per essere vittime della sindrome da occhio secco.

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A rendersene conto, però è solo il 50% dei soggetti intervistati durante l’indagine di Novartis: gli altri invece non sono in grado di identificarla come vera e propria patologia. E finiscono per sottovalutarla, mettendo a repentaglio la propria vista e, spesso, quella dei loro figli.

La ricerca

Secondo il sondaggio condotto da Edra per Novartis, inoltre, è emerso che il 65% degli intervistati ha accusato disturbi oculari negli ultimi 12 mesi. I sintomi riferiti più spesso andavano dalla secchezza all’arrossamento, dalla sensazione di avere qualcosa nell’occhio al bruciore e alla fotofobia. Tutti sintomi che rientrano nella sindrome da occhio secco che però un intervistato su due non è riuscito a identificare con precisione.

Problemi alla vista, ne siamo consapevoli

Se una persona su due non sa da cosa dipende la sindrome da occhio secco, fa da contraltare il dato che quasi l’80% dei soggetti intervistati è comunque in grado di associare i disturbi più comuni alla vista all’uso prolungato dei dispositivi elettronici. Eppure sono in pochi a limitare i danni trascorrendo meno tempo oppure tutelando la vista con occhiali protettivi o luci in grado di arginare i riflessi degli schermi hi-tech o delle luci a LED: nel 60% dei casi, infatti, i soggetti intervistati trascorrono mediamente cinque ore al giorno davanti ai monitor di pc, tablet e telefonini.

Sindrome da occhio secco, cos’è e come combatterla

Come possiamo prevenire la sindrome da occhio secco? Una vecchia reclame televisiva suggeriva che prevenire è meglio che curare. Ma per prevenire bisogna essere adeguatamente informati, aggiungiamo noi. Per combattere efficacemente questa patologia, bisogna anzitutto ricordare che la sindrome da occhio secco è un’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale: quest’equilibrio fa sì che la superficie oculare esterna risulti poco o mal lubrificata con sintomi che possono andare dal bruciore al senso di corpo estraneo, alla fotofobia fino alla difficoltà ad aprire le palpebre.

Per evitare questo forte fastidio alla luce, soprattutto a quelle di LED e monitor, occorre far riposare la vista: luci naturali, ma anche lenti protettive dall’invasione di “luci blu” e pause dal pc, potranno aiutarvi a ridurre i rischi in cui si può incorrere stando per ore davanti ad uno schermo.

 

 

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Davide Gambardella
Giornalista professionista, napoletano, vivo a Roma. Da un po' di anni mi occupo di comunicazione e marketing. Amo il mare e la buona lettura. Non so dire di no ad un piatto di carbonara. Qui per raccontarti tutto quello che ancora non sai sul Mondo It.
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